“Moshkele il ladro” è un romanzo di Sholem Aleichem che si distingue nella sua produzione per l’attenzione al sottoproletariato ebraico dello shtetl. Con una trama avvincente e una singolare storia d’amore, l’opera offre un ritratto vivido di un ebreo fuorilegge e del suo ambiente sociale, introducendo personaggi inediti nella letteratura yiddish. Il romanzo è anche innovativo per la rappresentazione delle relazioni tra ebrei e non-ebrei nella Zona di Residenza russa. Rimasto a lungo fuori dalle edizioni ufficiali dell’autore, è oggi riscoperto come un’opera “dimenticata” ma preziosa.