Il libro, curato da Enrico Mentana, raccoglie la toccante testimonianza di Liliana Segre, deportata ad Auschwitz da bambina. Espulsa da scuola nel 1938 per le leggi razziali, la sua infanzia viene travolta dalla discriminazione e dalla fuga, fino all'arresto e alla deportazione. Sopravvissuta al lager, torna sola in un’Italia che non vuole ricordare. Dopo anni di silenzio, una profonda crisi la spinge a confrontarsi con la propria identità ebraica e a scegliere di raccontare. La narrazione, intensa e commovente, è un invito a non essere indifferenti di fronte all’ingiustizia e alla memoria.