Il volume ricostruisce la storia dei campi di sterminio di Bełżec, Sobibór, Treblinka e Chełmno sul Ner, luoghi creati esclusivamente per l’eliminazione sistematica degli ebrei dell’Est durante l’Operazione Reinhardt. Diversi dai Lager, questi centri non lasciavano alcuna possibilità di sopravvivenza. Oggi, il vuoto fisico e simbolico lasciato da questi luoghi, volutamente cancellati dai carnefici, diventa esso stesso testimonianza e richiamo alla memoria. Attraverso documenti inediti, testimonianze e i ritardi della giustizia postbellica, Sessi denuncia l'oblio e la rimozione politica e storica che hanno avvolto queste atrocità. Il libro è un tentativo di restituire voce alle vittime e senso a quei luoghi dove anche il silenzio della natura diventa memoria e monito.